IDONEITÀ ALIMENTARI VS INTOLLERANZE ALIMENTARI - PARTE II


QUAL È LA RELAZIONE FRA IDONEITÀ ALIMENTARI E INTOLLERANZE?

La relazione fra idoneità alimentari e intolleranze alimentari ha in realtà un comune denominatore: il DNA.

Lo studio del DNA non è propriamente mirato all'individuazione delle intolleranze alimentari (a parte quelle geneticamente determinate come glutine e lattosio) ma è piuttosto finalizzato a comprendere quali siano gli alimenti più idonei in funzione delle caratteristiche metaboliche individuali.

L’analisi del DNA però può essere estremamente utile per comprendere meglio come il nostro organismo metabolizza gli alimenti, e può quindi darci delle indicazioni estremamente interessanti su come impostare una alimentazione fortemente personalizzata ed evitare le reazioni avverse che possono comportare la comparsa di intolleranze alimentari.

Prendiamo ad esempio polimorfismo rs9939609 (T>A) del gene FTO comporta una alterazione dell’attività genica: gli individui che portano la variante A sono predisposti ad accumulare grasso corporeo con più facilità in relazione alla percentuale di grassi nella dieta rispetto a coloro che sono portatori della variante T. La variante A è anche associata ad una maggiore concentrazione plasmatica di ormone leptina, che aumenta lo stimolo della fame, e ad un maggior rischio di sviluppare il diabete di tipo II. Questa situazione indica che i portatori della variante A hanno una modificazione del metabolismo che comporta una variazione nella risposta ai nutrienti.

È chiaro che, qualora il nostro organismo non sia in grado di metabolizzare correttamente un determinato alimento, un apporto sbilanciato di questo alimento rispetto alle capacità fisiologiche (sovraccarico nutrizionale) può provocare uno sbilanciamento metabolico e una risposta anomala che può sfociare in una intolleranza.

Il meccanismo è esemplificato nell'immagine seguente.


Lo studio del DNA si pone quindi prima di qualsiasi altra indagine, proprio perché consente di valutare la velocità metabolica geneticamente determinata e quindi la predisposizione che ciascuno ha di accumulare una maggior quantità di tossine in seguito a reazioni biochimiche alterate.

In un’ottica di prevenzione la valutazione delle idoneità alimentari attraverso la mappa alimentare consente di ottimizzare l’alimentazione e prevenire alterazioni metaboliche che possono aumentare il rischio di sviluppare intolleranze alimentari e, nel lungo termine, patologie cronico-degenerative.

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